Venerdì 29, sabato 30 giugno a Orgosolo (NU)

La troupe del docufilm “A bolu” venerdì e sabato farà tappa a Orgosolo, dove è nata l’idea del progetto sul canto a tenore. Torneranno dove tutto è cominciato gli operatori e il regista di “A bolu”, il docufilm sul canto a tenore che sarà realizzato nel 2018 dalla società di produzione cinematografica Karel Film. La troupe, partita da Pattada lo scorso 5 giugno, è stata a Mamoiada e Seneghe; venerdì 29 e sabato 30 giugno sarà a Orgosolo, uno dei luoghi dove il canto è più vivo e praticato. Sei anni fa Karel è stata qui per girare un altro documentario, “Supramonte”, e in questa occasione ha incontrato il Tenore Supramonte di Orgosolo, ripreso in una suggestiva esecuzione di una poesia di Remundu Piras dentro la grotta Sa Oche di Oliena: il video è visibile anche sul canale Youtube dove ha avuto oltre 450mila visualizzazioni e commenti da tutto il mondo (qui il link https://www.youtube.com/watch?v=z-m3V1cwnPY&t=5s).

L’idea di un docufilm sul canto a tenore è nata proprio dopo l’esperienza di Orgosolo per esplorare il mondo del canto a tenore attraverso l’incontro con i suoi stessi protagonisti e interpreti. Non si tratta di un’indagine etnomusicologica né di una rassegna enciclopedica completa di tutti i gruppi, quanto piuttosto di un racconto che nasce direttamente dalla voce delle persone che lo praticano e lo tengono vivo. Ciascuno con la sua storia, le sue esperienze, il suo vissuto personale: per scoprire, ad esempio, che a Pattada ci sono alcuni tra i cantori più giovani dell’Isola, quarant’anni in quattro, mentre a Ottana il tenore è emblema della forza della cultura sarda e della lingua che reggono all’urto dell’industrializzazione e poi del fallimento del sogno industriale. Obiettivo finale del documentario è quello di valorizzare il canto a tenore, troppo spesso trattato solo come oggetto folkloristico, banalizzato talvolta e frainteso, decontestualizzato dalla realtà in cui nasce e viene praticato. “Ho avuto a che fare con la musica sarda e il canto a tenore sin da giovanissimo, lavorando come fonico e in televisione, ma per molto tempo è stata una conoscenza superficiale – così Davide Melis, regista. – Solo dopo l’incontro con Franco Davoli e il Tenore Supramonte di Orgosolo e, poco dopo, con Sebastiano Pilosu, oggi consulente e coautore del docufilm, ho avuto modo di conoscere questo mondo dall’interno scoprendo come il canto a tenore non sia mera rappresentazione folcloristica, o riproposizione di tradizioni ormai scomparse, ma una pratica viva, capace di raccontare (ed essere) una realtà sociale e culturale in continua evoluzione”.

Il lavoro di documentazione di “A bolu” è partito il 5 giugno con il Cussertu de Mamojada ed è proseguito con le riprese di Pattada e Seneghe. Toccherà nelle prossime settimane Ottana, Orgosolo, Loculi, Orune e altri paesi dell’Isola; si concluderà a Dorgali dove culminerà con la suggestiva festa campestre di San Pantaleo. Le riprese saranno raccontate nelle prossime settimane anche attraverso immagini e video di backstage sui canali social Facebook (A bolu), Instagram abolu_docufilm e Twitter @abolu_docufilm. Il film è interamente girato a risoluzione superiore al 4K e sarà finalizzato in 4K 2.40:1. Le registrazioni saranno in presa diretta con tecniche di ripresa audio 3D avanzate. La regia è di Davide Melis, la consulenza scientifica è di Sebastiano Pilosu che, insieme a Davide Melis, è anche coautore del soggetto e direttore artistico. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Tenores Sardegna che riunisce oltre quaranta gruppi di tutta l’Isola, con la società di servizi informatici Arionline e la Fondazione Sardegna Film Commission.

Il set è aperto ai giornalisti per riprese e interviste.
Progetto realizzato sul bando IdentityLAB dell’Assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Sardegna su Po Fesr 2014-2020

SHARE:
Scroll Up