A bolu docufilm sul canto a tenore in Sardegna

CONFERENZA STAMPA

mercoledì 20 giugno 2018, h. 10,30

Sala Cineteca MEM – Mediateca del Mediterraneo, via Mameli 164, Cagliari


Sono partite martedì 5 giugno le prime riprese di “A bolu”, docufilm sul canto a tenore firmato dalla società cagliaritana di produzione cinematografica Karel Film: un viaggio alla scoperta una delle più autentiche e antiche espressioni culturali dell’Isola, inserita nel 2005 tra i capolavori del patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.

Il canto a tenore è un canto polivocale a quattro parti nel quale una sorta di solista (sa boghe) è accompagnato ad accordi da un coro a tre parti vocali gutturali (su bassu, sa contra, sa mesu boghe). In passato il canto a tenore era certamente diffuso in buona parte dell’isola. L’area di diffusione attuale è quella del centro nord Sardegna, in particolare nelle regioni del Marghine e del Montiferru, in Baronia, Barbagia, nel Monte Acuto, nel Goceano, nel Guilcer e nel Barigadu, così come in alcune comunità dell’Ogliastra e del Logudoro.

Il progetto. “A bolu” è nato con l’idea di esplorare il mondo del canto a tenore attraverso l’incontro con i suoi stessi protagonisti e interpreti. Non si tratta di un’indagine etnomusicologica né di una rassegna enciclopedica completa di tutti i gruppi, quanto piuttosto di un racconto che nasce direttamente dalla voce delle persone che lo praticano e lo tengono vivo. Ciascuno con la sua storia, le sue esperienze, il suo vissuto personale: scopriremo così, ad esempio, che a Pattada ci sono alcuni tra i cantori più giovani dell’Isola, quarant’anni in quattro, mentre a Ottana il tenore è emblema della forza della cultura sarda e della lingua che reggono all’urto dell’industrializzazione e poi del fallimento del sogno industriale. Obiettivo finale del documentario è quello di valorizzare il canto a tenore, troppo spesso trattato solo come oggetto folkloristico, banalizzato talvolta e frainteso, decontestualizzato dalla realtà in cui nasce e viene praticato.

Il docufilm. È realizzato grazie al contributo sul bando IdentityLAB dell’assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna, finalizzato a fornire sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo. È girato in sardo, in presa diretta, e rappresenta uno strumento di promozione (a livello locale, nazionale e internazionale) della cultura e della lingua sarda. Il lavoro di documentazione è partito il 5 giugno da Mamoiada ed è proseguito con le riprese di Pattada. Toccherà nelle prossime settimane Ottana, Orgosolo, Seneghe, Loculi, Orune e altri paesi dell’Isola; si concluderà a Dorgali dove culminerà con la suggestiva festa campestre di San Pantaleo.

Dettagli tecnici e scientifici. Il film è interamente girato a risoluzione superiore al 4K e sarà finalizzato in 4K 2.40:1.

Le registrazioni saranno in presa diretta con tecniche di ripresa audio 3D avanzate. La regia è di Davide Melis, la consulenza scientifica è di Sebastiano Pilosu che , insieme a Davide Melis, è anche coautore del soggetto nonchè responsabile delle scelte artistico/musicali (direttore artistico). Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Tenores Sardegna che riunisce oltre quaranta gruppi di tutta l’Isola.

Davide Melis, autore e regista. “Ho avuto a che fare con la musica sarda e il canto a tenore sin da giovanissimo, lavorando come fonico e in televisione, ma per molto tempo è stata una conoscenza superficiale. Solo dopo l’incontro con Franco Davoli e il Tenore Supramonte di Orgosolo e, poco dopo, con Sebastiano Pilosu con cui è nato presto un rapporto di stima e amicizia, ho avuto modo di conoscere questo mondo dall’interno scoprendo come il canto a tenore non sia mera rappresentazione folcloristica, o riproposizione di tradizioni ormai scomparse, ma una pratica viva, capace di raccontare (ed essere) una realtà sociale e culturale in continua evoluzione. Da qui l’idea del Canto quale elemento costitutivo del racconto e l’idea di cucire, attraverso esso, un tessuto narrativo e visivo volto a raccontare la particolarità di una cultura la cui identità si è consolidata, nei secoli come oggi, anche attraverso il Canto a Tenore”.

Sebastiano Pilosu (cantore e etnomusicologo) co-autore e direttore artistico. “il canto a tenore ha da sempre fatto parte della mia vita, ascoltato e appreso nei contesti informali della comunità di Torpè, dove sono nato e cresciuto, ho iniziato a praticarlo da adolescente fino a far parte di gruppi con i quali ho cantato in tutta l’isola, nel continente italiano e all’estero. A quarant’anni mi sono iscritto al corso di etnomusicologia del conservatorio di Cagliari dove poi ho insegnato per oltre un decennio. La passione per il canto da allora si è fatta studio, ricerca, documentazione con diverse pubblicazioni. Il felice e fortunato incontro con Davide Melis e gli altri amici di Karel ha aperto una nuova fase con il progetto del docufilm “a bolu” attraverso il quale raccontare, e far raccontare agli stessi protagonisti, l’affascinante mondo poetico musicale del canto a tenore che è anche il racconto della Sardegna di oggi e della sua cultura che si confronta con le sfide della modernità.

Progetto realizzato sul bando IdentityLAB dell’Assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Sardegna su Po Fesr 2014-2020.

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